martedì 10 giugno 2014

BLOGTOUR: Nella Tela del Tempo - INTERVISTA a Barbara Nalin


Fantasia, mistero, giallo, sentimento sono gli elementi portanti del romanzo "Nella tela del tempo", ma è il tempo la parola chiave di tutta la vicenda. Il tempo che sconvolge, che unisce, divide e poi riunisce. Il tempo che cambia anche gli affetti.
La vicenda inizia nel 2012 a Los Angeles, protagonista Melita, una giovane fotografa che viene inviata a Malta, nella sua terra d'origine, per fare un reportage di un corso che si terrà nel mulino appartenente alla sua famiglia, nell'isola di Comino. La missione ha un fine tanto velato quanto allettante: pare che il vecchio mulino custodisca un segreto legato ai Cavalieri di Malta, in particolare a delle tele che avrebbero il potere di cambiare la realtà a piacimento di che le utilizza. Tra continui incursioni temporali, tra passato e presente, il lettore si immergerà nel leggendario mondo dei Cavalieri di Malta, ne apprezzerà i valori portanti dell'antica società, valori che ancora oggi meritano rispetto e condivisione e che rappresentano, almeno in parte, la via d'accesso a quel mondo lontano e misterioso per i personaggi del XXI secolo. Romantiche storie d'amore e d'avventura che si intrecciano in tempi lontani e sentimenti che si riscoprono autentici e inalterati a distanza di secoli, patimenti e sofferenze disumane, amori che commuovono, misteri ed enigmi irrisolti. Come una mosca può intrappolarsi fino all'estremo nella tela di un ragno, così, così l'uomo può rimanere schiavo della tela del tempo, di un tempo non suo, estraniante e sconvolgente, che può condurlo alla definitiva scomparsa o alla sua rigenerazione. 


In occasione del #blogtour, oggi vi presento Nella Tela del Tempo di Barbara Nalin, che ho avuto il piacere d'intervistare ^.^



Prezzo 2,99 euro

Link ad Amazon

Genere: fantasy, mistero





Ecco come gentilmente Barbara ha risposto alle domande che le ho posto :

  1. Scaldiamoci parlando un po' di te: cosa vuoi raccontarci? 
    Ho 43 anni, sono laureata in Lingue e Letterature Straniere e nella vita faccio principalmente la mamma. Prima di diventare “mamma”, sono stata accompagnatrice turistica per viaggi studi, addetta al check in per l’aeroporto di Villafranca e responsabile di un ufficio estero in una ditta che produceva lastre per la stampa offset. Amo leggere, (ovviamente!), casa mia è stracolma di libri, ne ho dappertutto, e visto che sono una persona molto disordinata, ce ne sono sul tavolo in soggiorno, per terra, accatastati nelle librerie... Mi piace ascoltare la musica pop e R&B, che mi accompagna anche quando scrivo e poi adoro andare al cinema, preferisco il genere fantasy e dopo aver letto un libro fantasy, sono curiosa di vedere se la trasposizione cinematografica corrisponde al romanzo.
  1. Come hai deciso di scrivere e perché proprio questo romanzo? Hai altre pubblicazioni alle spalle? 
    La scrittura è arrivata tardi nella mia vita, o meglio, c’è sempre stata solo che non ne ero consapevole. La mia famiglia è sempre stata una famiglia che mi piace definire “razionale”, dove ogni cosa veniva incasellata e dove non c’era spazio per la creatività. Ricordo che da bambina amavo dipingere, ma né mia madre né mio padre mi hanno mai assecondato in quel senso, sono quindi cresciuta in un ambiente dove la parola “fantasia” non rientrava nel vocabolario. Poi, quando avevo 24 anni, è morta mia nonna materna e un pomeriggio, mentre aiutavo mia madre a sistemare le sue cose, ho scoperto un quaderno colmo di poesie. Erano tutte poesie d’amore che mia nonna aveva scritto per mio nonno morto in giovane età ed erano bellissime! Non so, ma è stato lì, che è iniziato il mio avvicinamento alla scrittura. Questo romanzo è nato da un’idea di Tiziana Recchia, la life coach che ha curato la parte dell’aspetto valoriale del libro, che un pomeriggio mi ha chiamato a casa e mi ha chiesto se avevo voglia di scrivere un altro romanzo. Sì, ho già pubblicato due libri, nel 2000, “Il colore nella casa” con mio marito che è architetto e nel 2007 “I Guerrieri dell’Arcobaleno e la Profezia di Vallecolore” un romanzo fantasy per adolescenti con una casa editrice di Verona.
  1. *Nella Tela del Tempo* ha come punto nevralgico i Cavalieri di Malta. Come hai conosciuto l'ordine e perché hai deciso di utilizzarlo per il tuo romanzo? Quanto hai dovuto documentarti per riuscire a trattare l'argomento?  A dire la verità è stata una serie di coincidenze: avevo scelto come ambientazione l’isola di Malta dove ero stata per un soggiorno studio all’età di 18 anni, la conoscevo bene e mi sentivo sicura di poterne egregiamente trattare l’argomento e poi mi era rimasta nel cuore... A questo punto avevo bisogno di un mistero che affondasse le radici nel passato, così ho fatto una ricerca in internet e ho letto della storia di questi cavalieri di cui si sa poco o niente. Conosciamo benissimo i Cavalieri Templari, ma quando chiedi a qualcuno notizie dei Cavalieri di Malta, tutti ti guardano con la bocca spalancata e lo sguardo perso. Poi, una sera mio marito è tornato a casa con un piccolo libro sulla storia dei Cavalieri di Malta e ho incominciato a leggerlo, ero affascinata e rapita dagli avvenimenti dell’assedio turco, così ricco di passione, proprio come piace a me! La documentazione è stata lunga, mi piace la “precisione” e volevo che le parole che mettevo in bocca ai miei cavalieri fossero proprio quello che loro avevano detto in quella circostanza.
  1. Saltare a livello temporale all'interno di un romanzo è una tecnica narrativa tanto efficace e affascinante quanto pericolosa per chi scrive. Hai avuto difficoltà in tal senso? Se sì, quali? Un mare di difficoltà, ad essere sincera. In effetti, quando ho fatto la prima stesura, il finale del romanzo era completamente diverso. Poi ho dato il libro in mano a degli editor che mi hanno fatto notare che c’era un problema con il “paradosso temporale”, senza però spiegarmi come fare. Così, ho messo da parte il libro e ho incominciato a fare delle ricerche in tal senso, mi sembrava di impazzire, non riuscivo a sbrogliare il bandolo della matassa, quand’ecco che trovo due libri, rispettivamente del 1969 e del 1970: “Il Paradosso del passato” di Robert Silverberg e “Indietro nel tempo” di Jack Finney, questi due romanzi mi hanno aperto gli occhi! Mi hanno aiutato anche le continue “discussioni” con mio marito che mi diceva: “No, non puoi scrivere così, perchè...”, mi è stato veramente prezioso. Quando ho ripreso in mano il romanzo avevo tutto chiaro e sapevo come cambiare il finale. Anche se qualcuno, in una recente recensione, ha obiettato che i cultori del viaggio del tempo, potrebbero obiettare che mi sono persa un paio di paradossi temporali! Cosa posso dire? Che ho fatto del mio meglio e come ha detto Elena di Fazio, colei che mi ha fatto notare questa discrepanza, “... detto questo, il romanzo non è di genere fantascientifico, quindi non è destinato ad appassionati di viaggi nel tempo.”
  1. Cosa deve avere secondo te un buon giallo per essere tale?   
    Un buon giallo per essere tale deve fare in modo di non far capire chi è l’assassino fino alle ultime pagine, come quelli di Agatha Christie. E deve oltremodo creare “suspence” e mistero.
  1. Si può dire che *Nella Tela del Tempo* sia anche un romanzo d'avventura? 
    Per rispondere a questa domanda sono andata a cercare in internet la definizione di romanzo d’avventura e ho trovato questa dicitura su wikepedia: “Il romanzo di avventura è un genere letterario che nasce nel XVIII secolo e che narra di viaggi in terre lontane e quindi celebra il coraggio e l'ingegno umano. L'incontro fra diverse culture offre uno spunto per riflettere e criticare la società in cui l'autore vive, ma anche per esaltarne i valori.” Queste parole riassumo proprio il mio romanzo, ci sono il viaggio in terre lontane che io ho identificato nel viaggio nel tempo, il coraggio, l’ingegno umano e sicuramente i valori.
  1. Qual'è la tua posizione riguardo l'editoria italiana? Cosa pensi delle nuove realtà che si stanno affermando sul mercato? 
    Non ho nessuna posizione particolare, nel senso che non faccio parte di quella schiera di autori che dice che le grandi case editrici preferiscono andare sul sicuro e pubblicare già autori noti e affermati all’estero. Penso che sia solo una scusa che ognuno di noi si crea per non voler ammettere i propri limiti. Non nego che ho provato anch’io a entrare a far parte della scuderia di una grande casa editrice di Verona con il mio secondo romanzo e posso assicurare che l’hanno letto perché l’editor di quel tempo, mi ha scritto una lunga e-mail, massacrandolo e dicendomi che non avevo niente di originale e che potevo anche abbandonare il mestiere di scrittrice perché non sarei arrivata da nessuna parte. Ci sono rimasta malissimo, senza ombra di dubbio e per un attimo ho addirittura pensato di chiudere tutto a chiave in un cassetto, ma poi ho trovato quest’altra casa editrice sempre di Verona, che ha creduto in me e devo dire che ho ricevuto tanti apprezzamenti positivi. Non è diventato un best seller, ma mi ritengo abbastanza soddisfatta. Cosa penso delle nuove realtà? Beh, che sono un’ottima possibilità per chi non riesce a trovare un editore e per noi autori che non dobbiamo più sottostare ai ricatti degli editori a pagamento per vedere pubblicata la nostra opera. Sento dire ovunque che con il self-publishing tutti adesso pubblicano, ma io mi domando: e allora dov’è il problema? Tanto la selezione c’è in ogni caso, è il pubblico dei lettori a farla!
  1. Leggo dalla presentazione su Amazon: "Il tempo che cambia anche gli affetti". Puoi anticiparci qualcosa? 
    Questa frase è riferita principalmente al mio protagonista maschile, Simon, che compie una determinata azione nel passato per sua moglie e quando arriva nel nostro tempo, i suoi sentimenti cambiano completamente.
  1. Riusciresti a descrivere in tre aggettivi il tuo approccio alla scrittura?  
    Non ho uno schema prefissato, non è che mi dico: “Ora voglio scrivere una storia fantasy e comincio a battere sulla tastiera del computer”. No, non è affatto così! Si tratta più che altro di sensazioni, che ti lavorano dentro, che ti rimescolano dentro giorno dopo giorno... Delle volte mi sveglio nel cuore della notte e dico: “Ecco, ce l’ho!” Quando poi ho l’inizio e la conclusione del romanzo, (so sempre come iniziare e so sempre come finirà), lascio che siano i personaggi a narrarmi la loro storia.
  1. Concludiamo alla grande: hai tre righe a disposizione per convincere qualcuno che non ha mai letto il genere a comprare il tuo romanzo. 
    Leggetelo perché come ha detto una mia amica, vi terrà incollati alla sedia, perché l’attenzione del lettore non scema mai e perché, in una società come la nostra, di decadimento morale, attraverso la simbologia valoriale, potreste riscoprire, come dice la scrittrice Anna Valeria Cipolla d’Abruzzo, (che mi ha curato un’altra recensione), la capacità di vivere in armonia con voi stessi, con gli altri e con il mondo circostante appunto mediante il giusto utilizzo di virtù.

Grazie ^.^

lunedì 5 maggio 2014

Affresco Veneziano - Francesco Grimandi e Valentina Acquaviva



Casa Editrice: Autopubblicato su Amazon
Tipologia: Romanzo
Genere: Narrativa - Storico

Trama:
Nello scenario di una Repubblica di Venezia ai tempi del Doge e dell'influenza Spagnola e Francese in Italia si muovono Angela, una cortigiana raffinata, e Matteo, un popolano. I due sono innamorati, la loro è quasi una dipendenza fisica. Quando Matteo verrà accusato di un crimine che non ha compiuto e costretto a imbarcarsi in un'avventura in mare aperto, Angela farà di tutto per ritrovarlo, anche affidarsi all'unico uomo dal controllo del quale in passato si era sottratta. 
Le vicende dei due giovani s'intrecciano a intrighi politici che hanno come scopo quello di rompere l'equlibrio politico attuale.

Nel complesso il romanzo mi è piaciuto molto. La vicenda è bene articolata, le descrizioni poi sono talmente dettagliate da dipingere un quadro vero e proprio che il lettore può guardare senza dover immaginare eccessivamente. A volte lo stile diventa un tantino troppo raffinato per i miei gusti ma ci sta bene anche perché gli ambienti descritti spesso pretendono una certa solennità.
Ci sono state due cose che però mi hanno fatto storcere un pochino il naso.
Innanzitutto Matteo dovrebbe essere un popolano e per questo motivo abituato a doversi muovere in un mondo spietato che potrebbe fregarlo da un momento all'altro, specie poi dopo un'accusa infondata come quella che gli è stata mossa. Nonostante questo non si fa troppi problemi a confessare i suoi problemi al primo che passa, che sarà poi la causa di tutti i suoi guai futuri.
Inoltre Angela si lascia abbindolare da Antonio e di nuovo casca tra le sue grinfie, dopo tutta l'esperienza che una donna come lei dovrebbe avere al riguardo. 
Non lo so, sono due elementi che mi hanno lasciato perplessa, per la mia personale sensibilità sono incoerenze enormi nella psicologia dei personaggi e negli eventi ma ripeto la mia opinione sul romanzo è molto positiva.





sabato 19 aprile 2014

Piani Paralleli - racconto in concorso per Phabulae


Sono aperte le votazioni per il concorso "Una Foto una Storia" indetto dal social network Phabulae. Per vincere sono necessari i voti del pubblico, sia per il racconto sia per l'associazione con la foto.




Ecco di seguito la mia storia, spero piaccia ^-^
PIani Paralleli




mercoledì 16 aprile 2014

Saga Divergent - Veronica Roth



Non ho ancora finito di leggere la saga intera, ho quasi terminato il secondo libro ^_^




Casa Editrice: De Agostini - Le Gemme
Tipologia: Romanzo
ISBN: 978-8841871423
Genere: Distopico


Trama:
Il mondo come lo conosciamo è stato distrutto da una guerra. La popolazione si è riorganizzata dividendosi in cinque fazioni, a seconda delle predisposizioni caratteriali, e lasciando emarginato e solo chi non riesce ad adattarsi a questo sistema.
Quando Beatrice, compiuti i 16 anni, deve scegliere a che fazione appartenere, scopre, attraverso un test attitudinale, di non avere un tratto caratteriale che la distingue ma di averne addirittura tre. Potrebbe scegliere di rimanere nella casa dei suoi genitori ed essere un Abnegante, che dedica la propria vita al servizio degli altri, dimenticandosi completamente di sè stessa, oppure può diventare un'Intrepida e decidere di servire la popolazione attraverso il suo coraggio, scegliendo la vita militare, o ancora potrebbe prendere la via degli Eruditi e dedicarsi allo studio, alla tecnologia, al miglioramento della vita della comunità. Ma la sua è un'anomalia nel sistema: il suo cervello non si comporta come quello della maggior parte della popolazione, non ha un tratto distintivo che la identifica in maniera tale da essere prevedibile, non può quindi essere controllata. La sua natura non appartiene a nessuna fazione, lei è una Divergente e come tale è pericolosa per l'equilibrio che si è creato nella società. Dovrà quindi nascondere la realtà a chiunque, anche alla propria famiglia, e sceglierà la strada meno sicura ma che le permetterà di essere sè stessa a dispetto delle aspettative di tutti. Guardandosi però sempre le spalle da chi vorrebbe eliminare i Divergenti. 
Dallo sfondo di una lotta per il potere che sta per scoppiare, il secondo libro, Insurgent, vede la guerra prendere vita e Beatrice, ora Tris, dover prendere delle decisioni e mettere a rischio la propria vita pur di proteggere le persone che ama. 

Apro una parentesi sul film: abbastanza fedele al romanzo ma per dar spazio a Kate Winslet il regista ha appiattito la figura di Quattro relegandolo all'Intrepido dal passato atroce che si innamora dell'Abnegante convertita... il personaggio non è assolutamente questo, ha una profondità psicologica particolare e bellissima, un vero peccato!
 
Personalmente sto amando la saga, sto leggendo molto velocemente i romanzi che sono scorrevoli e piacevoli. La narrazione in prima persona e al presente permette di entrare nella psicologia di Tris ma anche in quella di altri personaggi che vengono visti in maniera differente a seconda delle situazioni.
Le ambientazioni sono rimarcate, la distanza e differenza tra le fazioni quasi maniacale, il tutto estremo. 
La narrazione è semplice, senza troppi artifici, personalmente a me piace :-)

martedì 8 aprile 2014

Le proprietà terapeutiche della scrittura


E' stato pubblicato il primo articolo del blogtour di Somnia Animae in cui si parla del rapporto tra scrittura e sfogo creativo: miawords

"Quando scriviamo ci isoliamo completamente dal mondo che ci circonda e possiamo fare i conti con ciò che abbiamo dentro senza filtri o disturbi esterni. È difficile cominciare, sembra sempre di avere “il blocco dello scrittore” ma è in molti casi una volta iniziato le parole fluiscono come se fossero sempre state lì, in attesa di materializzarsi. È per questo motivo che un dolore ci porta più facilmente a prendere carta e penna (ma anche a metterci davanti a un pc): come dicevo prima avere una valvola di sfogo è essenziale per mantenere un equilibrio psichico. C’è chi fa sport, chi rompe i piatti per terra e chi scrive."

sabato 5 aprile 2014

BlogTour per Somnia Animae, SI PARTE!


Somnia Animae parte per un tour, reso possibile da sei blogger che hanno dato la disponibilità a ospitarci e che ringrazio :-)

Ecco il calendario dell'evento, che partirà Lunedì: 


7 Aprile - http://miawords.wordpress.com/ - Le Proprietà Psicoterapeutiche della Scrittura

14 Aprile - http://mondisenzafine.blogspot.it/ - Somnia Animae: storia e personaggi

22 Aprile - http://miriam-mastrovito.blogspot.it/ - Somnia Animae: Booktrailer e Copertina

26 Aprile - http://jfmastinu.wordpress.com/ - Intervista

28 Aprile - http://unfogliodistoria.blogspot.it/ - Somnia Animae: discussione estratti

5 Maggio - http://ilpiacerediscrivere.it/ - Somnia Animae: Recensione



Foto: Somnia Animae va in tour :) abbiamo stilato un calendario dei lavori all'interno di alcuni lit-blog.
Non è escluso che vengano inserite altre tappe.

7 Aprile - http://miawords.wordpress.com/ - Le Proprietà Psicoterapeutiche della Scrittura

14 Aprile - http://mondisenzafine.blogspot.it/ - Somnia Animae: storia e personaggi

22 Aprile - http://miriam-mastrovito.blogspot.it/ - Somnia Animae: Booktrailer e Copertina

26 Aprile - http://jfmastinu.wordpress.com - Intervista 

28 Aprile - http://unfogliodistoria.blogspot.it/ - Somnia Animae: discussione estratti

5 Maggio - http://ilpiacerediscrivere.it - Somnia Animae: Recensione

giovedì 27 marzo 2014

Angeology - Danielle Trussoni




Casa Editrice: Editrice Nord
Tipologia: Romanzo
ISBN: 978-88-42916-46-8
Genere: Fantasy


Trama:
Evangeline, una giovane suora la cui madre venne uccisa in circostanze che alla donna non sono mai state chiare, non sa di vivere in un mondo in mano ai Nifilim, creature corrotte e spietate, discendenti degli angeli caduti. Quando la suora scopre di discendere da una famiglia di Angeologi, studiosi che hanno votato la propria vita alla lotta contro i Nifilim, inizia la sua avventura alla ricerca della Lira di Orfeo. La Lira infatti apparteneva un tempo all'Arcangelo Gabriele ed è l'unico oggetto conosciuto che si pensa sia in grado di annientare definitivamente i Nifilim o di guarirli da una malattia contratta durante millenni di contatti con il genere umano.
Evangeline, accompagnata dalle consorelle, dalla nonna, da un uomo al servizio di quello che in realtà dovrebbe essere il suo peggior nemico e da un circolo di Angeologi americano, inizia così un percorso fatto di cacce al tesoro, di misteri svelati e di fughe, fino a scoprire sè stessa e la propria storia, tra musei, chiese e centri commerciali.


Ho trovato che la storia sia bellissima e originale, mai noiosa e sempre sorprendente. La scrittura della Trussoni è abbastanza scorrevole sebbene le minuziose descrizioni a volte risultino pesanti.
E' molto importante mantenere l'attenzione vigile per tutta la lettura perché dall'inizio alla fine ci sono dettagli da non trascurare e passaggi nella storia da non perdere. Per quanto mi riguarda è per questo il motivo che non ho letto molte pagine al giorno e nonostante tutto devo essermi persa un particolare che alla fine del romanzo non mi tornava.

Il personaggio che mi ha convinto di meno è proprio Evangeline. Vero è che una ventenne entrata in convento a dodici anni conosce un solo modo di essere e un solo modo di vedere la vita, ma mi sembra troppo perfetta, troppo "finta" se così vogliamo dire, quasi bidimensionale. Bellissime invece al contrario sono Gabriella, la nonna, e Suor Celestine, molto più umane e con un certo spessore psicologico non indifferente.

Secondo me Angeology è un romanzo che può piacere o non piacere, ci sono punti di forza spiccati ma anche debolezze che tradiscono un pochino le aspettative. A me è piaciuto molto e spero con tutto il cuore che non si affacci nella mente dell'autrice l'idea di farne una saga, perché il finale è perfetto a chiudere il cerchio, fare un seguito rovinerebbe l'opera.



lunedì 17 marzo 2014

Pidgin - Prisca Turazzi


Casa Editrice: Autopubblicato su Amazon
Tipologia: Racconto
Genere: Commedia 
NB. La pubblicazione, al prezzo di 0,89, è prevista per il 1 Aprile 2014 
Trama: Lorenzo è uno studente universitario fuorisede, che tornato nel suo paese natale (Castelmassa, provincia di Rovigo) incontra Gabriela, una ragazza misteriosa e infinitamente triste. I due giovani, tanto diversi, si avvicineranno e feriranno, ostacolati da un'incomprensione di fondo che Lorenzo non sa come superare.

Un romanzo rosa, molto psicologico, che alterna il punto di vista di due ragazzi che si cercano e allo stesso tempo si allontanano senza volerlo. Una bella storia che ha un unico messaggio: la diversità è una ricchezza, non un problema, e sicuramente non è un ostacolo che non può essere abbattere. E questo vale anche quando la diversità si manifesta sottoforma di disturbi neurologici.
Buone le descrizioni dello sfondo paesaggistico e cittadino, che aiutano il lettore a immergersi nello scenario che avvolge i protagonisti di una storia tanto bella quanto per certi versi triste, nonostante l'evoluzione positiva.

L'utilizzo della prima persona nella narrazione però non mi è piaciuto molto, secondo me ha rovinato un po' un'atmosfera che poteva essere perfetta, o almeno sarebbe stato da utilizzare meglio.

A prescindere da questo, che il racconto sia scritto da chi sa di cosa sta parlando, da chi ha studiato la problematica di cui racconta, è palese e dà alla storia un valore aggiunto non indifferente.



domenica 16 marzo 2014

Con l'Ultimo Respiro - Lorenzo Sartori




Casa Editrice: Gainsworth Publishing
Tipologia: Racconto
ISBN: 978-88-904119-7-7
Genere: Fantasy

Trama:
Awira è uno dei finalisti del Gran Torneo per la mano della principessa Sari, erede al trono. Un incontro inaspettato nella foresta di Liwitz con uno spirito o forse una strega capovolgerà le sorti del torneo, mettendo Awira davanti a una scelta. Avrà a disposizione un unico desiderio da esprimere entro poche ore... e le certezze che fino ad ora l'avranno accompagnato non saranno più tali. 

Io adoro i racconti fantasy, adoro le ambientazioni e adoro le foreste misteriose. Mi è piaciuta l'atmosfera che si respira per tutta la narrazione e anche i personaggi per nulla stereotipati. 
Mancano completamente le creature fantastiche, la storia è molto molto umana, qui è la magia a far da padrona eppure al centro di tutto ci sono delle scelte, contro le quali nemmeno la magia stessa sembra poter fare niente. 
Ho notato in maniera particolare che il racconto è esattamente della giusta dimensione, né troppo breve, né troppo lungo, ed è una qualità rara, lo sappiamo tutti.

Unica pecca: mi sono persa in un passaggio fondamentale alla fine della storia, non so se per mancanza mia o per confusione della narrazione. Sono dovuta tornare a leggere più volte e un pò mi ha rallentato. Peccato, perché tutto il racconto scorre benissimo e anche i flashback che fanno luce sulla storia di Awira sono chiarissimi.

Verrà il tempo per noi - Gianni Gardon

Recensione del 20 Giugno 2013


Casa Editrice: Nulla Die
ISBN:978-88-97364-08-5
Tipologia: Romanzo
Genere: Narrativa


Premetto che è stata una piccola sfida per me, perché generalmente non mi approccio a libri di questo genere, e sono sincera quando dico che è stata anche una bella sorpresa.
La storia si incentra sulle vicende legate ad alcuni amici che usciti dalle scuole superiori si proiettano verso il futuro ognuno con un suo progetto personale e con il desiderio di realizzarlo il prima possibile. Viene aperto un pub con l'obiettivo di renderlo uno spaccato di vita irlandese, c'è chi si butta sulla musica e chi sullo sport; le loro storie si mescolano a quelle delle persone che li circondano dipingendo un quadro di vite connesse tra loro e allo stesso tempo molto diverse. Tutti saranno costretti a crescere e a lasciarsi alle spalle qualcosa, che sia un trauma subito o un sogno irrealizzato. L'ingresso nel mondo degli adulti è accompagnato da vicende familiari problematiche, relazioni destinate a durare o a spegnersi del tutto e da piccole e grandi delusioni che al termine dell'adolescenza sono necessarie per affrontare il futuro. Un giorno guardandosi indietro questi giovani, che si tratti di uomini o di donne, potranno dire che il loro tempo è finalmente arrivato.

Un romanzo talmente realistico da essere a tratti tragico (lacrimuccia e brivididabidi). E' un pò la storia di tutti noi da quando inziamo a muoverci in mezzo ai "grandi" e vorremmo "spaccare il mondo" con i nostri sogni e le nostre ambizioni, ci sentiamo forti e pensiamo di poter raggiungere ogni obiettivo. Ci sono persone con i piedi più per terra, come il personaggio di Davide, che rimane in secondo piano tutto il tempo ma alla fine ti segna con la sua storia molto più di alcuni altri, e persone che invece vogliono volare in alto e che trovano lo slancio materiale per poterlo fare. Poi però tutti facciamo i conti con la realtà e allora qualcuno deve invertire la rotta e reinventarsi, altri invece per capacità o per altri motivi possono proseguire su quella strada che si sono segnati fin dall'inizio. Ecco a me il messaggio che è arrivato è questo e lo trovo meravigliosamente profondo e sensato.
Io sono seriamente innamorata del padre di Ricky, lo psicologo di Valeria, una figura salvifica che vorrebbe fare di più per la giovane ma non può.
Il realismo della storia viene accompagnato dalla semplicità della narrazione, senza troppi fronzoli, chiara e lineare. Il rimando continuo a brani musicali devo essere sincera mi ha un attimo spiazzata, perché molti non li conosco, è un limite mio che sono ignorante in materia, al contrario evidentemente di Gianni che invece sembra ferratissimo.

Ho impiegato in tutto sei ore a leggere questo romanzo, mi ha colpito proprio per questo, una volta iniziato avevo voglia di vedere cosa accadeva ai ragazzi e alle loro famiglie e non sono riuscita a metterlo da parte finché non ho risolto tutti i nodi.
Complimenti, è una storia coinvolgente, reale e in certi casi molto dolce.

L'ultimo eroe - Diego Tonini





Casa Editrice: Gainsworth Publishing
Tipologia: Racconto
ISBN: 978-88-904119-8-4
Genere: Fantasy, Ironico

Trama:
Dopo una battaglia che ha sterminato la sua stirpe, il duca Lorin di Fakerstone, nano cornuto, ha perso motivi per vivere. Sarà una lettera inaspettata e la prospettiva di entrare nella storia fregiandosi del titolo di Eroe Ultimo Sopravvissuto a spingere Lorin a recarsi a piedi fino alla città imperiale per prendere in carico una grande impresa.

Devo ammettere che raramente leggo racconti ma questa volta ho deciso di fare uno strappo alla regola. E non sono rimasta delusa per niente. 
Il racconto scorre veloce eppure l'autore è stato in grado di districarsi nella giusta quantità di descrizioni. 
Le immagini sono chiare, a tratti già viste ma si percepisce appena, e anche se secondo me pecca un pochino nella psicologia del protagonista mi rendo conto che in 24 pagine Diego è stato fin troppo in gamba. Una vera sorpresa!
L'ironia è il giusto pepe che condisce l'atmosfera fantasy: la narrazione di una guerra che non viene narrata ma che si percepisce per tutta la storia, il carattere burrascoso del nano e i dialoghi ben amalgamati si uniscono al fulcro della storia, all'insegnamento finale che si legge con un sorriso sulle labbra. 

L'incanto di cenere - Laura MacLem

Recensione del 21 Giugno 2013



Casa Editrice: Asengard
Tipologia: Romanzo
ISBN: 978-88-95313-39-9
Genere: Fantasy


Trama:
Una Cenerella che non è quella che tutti conoscono, una fata madrina che di fata ha ben poco, due sorellastre con i piedi troppo grandi e una vendetta dietro l'angolo, sono questi gli ingredienti per trasformare una famosissima fiaba in un horror di quelli che toccano i punti nevralgici giusti.
In una terra che sarebbe da sogno se non vi fossero zucche dall'aspetto inquietante, viticci rinsecchiti e topi dal destino incerto, prende vita la storia di una famiglia toccata da una maledizione e di una fanciulla che altro non desidera se non porre fine all'orrore a cui è costretta ad assistere, per vivere una vita normale con le persone che ama.
Una rivisitazione originale e un punto di vista molto molto particolare che apre nuove prospettive e ha un che di dissacrante nei confronti di un classico.
Per quanto mi riguarda l'ho trovato un romanzo molto ben scritto, sorprendente e macabro al punto giusto. E' chiaro il motivo per il quale la storia si sviluppa ma finché non si arriva alla fine della narrazione non si capisce fino in fondo quali forze muovano le azioni dei personaggi. Chiare le descrizioni, ricorrenti, che aiutano a capire gli scenari a livello di ambientazione.
Ci sono molti rimandi alla favola originale (nel senso, quella che tutti conosciamo) e alcune chicche che chi non ha visto il film Disney forse non può capire così bene e questo lo trovo per certi versi un punto di forza (a me ci sono stati passaggi che hanno fatto anche sorridere ricordando alcune macchiette) e non toglie nulla per altri perché sono comunque belle immagini che non devono trovare per forza un collegamento nella mente del lettore.
Solo un piccolissimo appunto, sbaglierò ma ho trovato il romanzo per certi versi un pò splatter, è possibile? Alcune immagini in particolare mi hanno disturbato ma perché ho una fortissima fantasia e mi hanno fatto male. In tutto ciò però devo rendere atto all'autrice che dopo una successione di eventi che ti lasciano col fiato sospeso, il finale dà una bella sensazione di pace e tranquillità, e ora voglio un usignolo tutto per me oh!

martedì 4 marzo 2014

Il Romanzo Psicologico


Io preferisco chiamarlo "intimistico" perché di questo si tratta, di analizzare e rendere visibile l'intimità del protagonista. Difficilmente un romanzo di questo genere sarà quindi corale in quanto l'attenzione del lettore deve essere focalizzata sulla psicologia di un personaggio particolare (anzi a volte i personaggi di contorno non sono quasi per nulla delineati).
Quanto l'ambiente circostante e la realtà possono essere distorti a seconda del punto di osservazione? Ecco uno dei punti chiave del romazo intimistico. La realtà viene percepita da persona a persona in maniera differente.

Fu Pirandello a elaborare la figura dell'Inetto in "Il Fu Mattia Pascal", romanzo nel quale addirittura il protagonista assume tre identità differenti a seconda della storia (Mattia Pascal, Adriano Meis, Il Fu Mattia Pascal) e non due come solitamente si pensa (quando Adriano Meis torna a casa non riesce a riappropriarsi dell'identità di Mattia Pascal ma non è più nemmeno Adriano Meis).

Alla base c'è l'osservazione di un disagio, non necessariamente palese, che viene sì visto dal lettore, quindi da una persona esterna, ma che in questo percorso viene svelato da chi lo vive in prima persona.
Quindi al primo posto la psicologia, che viene approfondita tramite le riflessioni del protagonista, tramite la descrizione delle emozioni e la percezione che lui ha di tutto ciò che lo circonda.
Certi scrittori preferiscono la narrazione in prima persona per ovvi motivi. Personalmente per quanto mi riguarda ho preferito la terza persona, non per mettere le distanze tra Angela, la protagonista del mio romanzo, e il lettore ma perché trovo che dato che vengono raccontati episodi di crisi d'ansia e di panico non sarebbe stato il caso di appesantire la narrazione (non è un horror, l'empatia con il lettore è giusta ma c'è modo secondo me di crearla anche con la terza persona).


La storia di un romanzo psicologico procede a rilento, si dà poco spazio agli eventi, non è importante tanto cosa accade quanto chi lo vive.

Una tecnica usata da qualcuno è il flusso di pensiero, cioè una sorta di monologo interiore del protagonista che segue semplicemente i propri pensieri senza un filo logico. Avete mai provato a scrivere quello che pensate senza ordinarlo forzatamente? Se decideste di farlo trovereste una serie di frasi brevi, interrotte dalla punteggiatura, che non hanno un filo conduttore palese. Sembrano il delirio di un folle ma è una cosa normalissima, i pensieri creano associazioni tra loro che non possono essere compresi se non dalla mente che li crea (e a volte nemmeno da quella). L'ideatore del Flusso di Pensiero fu Joyce, che scrisse addirittura un intero libro, Ulisse, in questo modo (ad essere sinceri ne ho letto una minima parte poi mi sono arresa).

Mi ha sempre incuriosito invece il caso di Umberto Saba, che si dice abbia scritto l'equivalente di un romanzo psicologico in poesia, ma sono reminiscenze del liceo, devo approfondire l'argomento.

Personalmente ho sempre trovato questo genere letterario interessante e curioso, dalle molte sfaccettature e che non ha schemi del tutto inquadrati e precisi. Scrivere un romanzo intimistico è difficile e l'ho scoperto a mie spese, non c'è niente di scontato nelle reazioni umane né nel modo in cui "gli altri" le percepiscono.

lunedì 24 febbraio 2014

La mente si difende: rimozione


Secondo Freud la psiche umana è paragonabile a un iceberg: la punta, visibile, esposta, rappresenta la parte conscia, quella che possiamo controllare e che si lega alla razionalità, mentre la parte sommersa, quella impercettibile ma pericolosa e predominante è l'inconscio. 
Nel momento in cui la mente entra in contatto con un evento potenzialmente dannoso per la propria sopravvivenza lo allontana dallo strato cosciente ed erge a protezione di sè stessa una serie di barriere psiocologiche che non permettono al ricordo di riemergere. L'evento non viene eliminato e dimenticato ma semplicemente nascosto. Si tratta quindi di un meccanismo di difesa e come tale può essere abbattuto.
Freud tentò varie strade al fine di studiare il fenomeno fino alla radice, passando anche per l'ipnosi e per il metodo delle libere associazioni. Quello che notò fu che spesso gli eventi rimossi coincidevano con traumi infantili molte volte di natura sessuale (e quando mai in fin dei conti i problemi dell'uomo per lo psicologo austriaco non sono riconducibili alla sfera sessuale? Poveri noi, dovremmo essere tutti "autoconsistenti" per andar bene).

La cosa più inquietante è che ciò che viene nascosto venne associato anche alla sfera del desiderio e delle fantasie distorte.

I sintomi più rilevanti di una rimozione di questo genere sono le amnesie legate ad angoscia, disadattamento e panico.

Ho trovato un link interessante che tratta l'argomento in maniera di certo non esaustiva ma chiara: Rimozione.


Quello che mi chiedo è quando questo meccanismo può diventare dannoso?
Qual'è la differenza tra autodifesa e "gabbia" nella quale rinchiudere una parte di noi stessi?
E' possibile rimuovere ed essere consapevoli di averlo fatto?
Una mente che rimuove può essere definita in qualche modo "malata"?
Sono solo alcune delle tante domande che mi verrebbero in mente e sulle quali mi fermo spesso a riflettere quando scrivo di certi argomenti.

Sono sincera, ho paura di quello che la psiche umana può arrivare a fare. E' come se fossimo macchine perfettamente funzionanti che a volte si rifiutano di farlo oppure che a seconda delle situazioni "lo fanno troppo bene". E, nel momento in cui qualcosa di così perfetto come la mente (della quale conosciamo purtroppo ancora così poco) mette in piedi un ingranaggio tale da non permetterti di ricordare, si innescano una serie di reazioni dolorosissime da invertire.
Non so se la rimozione sia un atto di forza o di debolezza (concetti aleatori ma che alla fine rendono l'idea di ciò che voglio dire) e non so se sia un bene o un male andar contro alla natura lavorando per contrastare il meccanismo.



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