giovedì 27 marzo 2014

Angeology - Danielle Trussoni




Casa Editrice: Editrice Nord
Tipologia: Romanzo
ISBN: 978-88-42916-46-8
Genere: Fantasy


Trama:
Evangeline, una giovane suora la cui madre venne uccisa in circostanze che alla donna non sono mai state chiare, non sa di vivere in un mondo in mano ai Nifilim, creature corrotte e spietate, discendenti degli angeli caduti. Quando la suora scopre di discendere da una famiglia di Angeologi, studiosi che hanno votato la propria vita alla lotta contro i Nifilim, inizia la sua avventura alla ricerca della Lira di Orfeo. La Lira infatti apparteneva un tempo all'Arcangelo Gabriele ed è l'unico oggetto conosciuto che si pensa sia in grado di annientare definitivamente i Nifilim o di guarirli da una malattia contratta durante millenni di contatti con il genere umano.
Evangeline, accompagnata dalle consorelle, dalla nonna, da un uomo al servizio di quello che in realtà dovrebbe essere il suo peggior nemico e da un circolo di Angeologi americano, inizia così un percorso fatto di cacce al tesoro, di misteri svelati e di fughe, fino a scoprire sè stessa e la propria storia, tra musei, chiese e centri commerciali.


Ho trovato che la storia sia bellissima e originale, mai noiosa e sempre sorprendente. La scrittura della Trussoni è abbastanza scorrevole sebbene le minuziose descrizioni a volte risultino pesanti.
E' molto importante mantenere l'attenzione vigile per tutta la lettura perché dall'inizio alla fine ci sono dettagli da non trascurare e passaggi nella storia da non perdere. Per quanto mi riguarda è per questo il motivo che non ho letto molte pagine al giorno e nonostante tutto devo essermi persa un particolare che alla fine del romanzo non mi tornava.

Il personaggio che mi ha convinto di meno è proprio Evangeline. Vero è che una ventenne entrata in convento a dodici anni conosce un solo modo di essere e un solo modo di vedere la vita, ma mi sembra troppo perfetta, troppo "finta" se così vogliamo dire, quasi bidimensionale. Bellissime invece al contrario sono Gabriella, la nonna, e Suor Celestine, molto più umane e con un certo spessore psicologico non indifferente.

Secondo me Angeology è un romanzo che può piacere o non piacere, ci sono punti di forza spiccati ma anche debolezze che tradiscono un pochino le aspettative. A me è piaciuto molto e spero con tutto il cuore che non si affacci nella mente dell'autrice l'idea di farne una saga, perché il finale è perfetto a chiudere il cerchio, fare un seguito rovinerebbe l'opera.



lunedì 17 marzo 2014

Pidgin - Prisca Turazzi


Casa Editrice: Autopubblicato su Amazon
Tipologia: Racconto
Genere: Commedia 
NB. La pubblicazione, al prezzo di 0,89, è prevista per il 1 Aprile 2014 
Trama: Lorenzo è uno studente universitario fuorisede, che tornato nel suo paese natale (Castelmassa, provincia di Rovigo) incontra Gabriela, una ragazza misteriosa e infinitamente triste. I due giovani, tanto diversi, si avvicineranno e feriranno, ostacolati da un'incomprensione di fondo che Lorenzo non sa come superare.

Un romanzo rosa, molto psicologico, che alterna il punto di vista di due ragazzi che si cercano e allo stesso tempo si allontanano senza volerlo. Una bella storia che ha un unico messaggio: la diversità è una ricchezza, non un problema, e sicuramente non è un ostacolo che non può essere abbattere. E questo vale anche quando la diversità si manifesta sottoforma di disturbi neurologici.
Buone le descrizioni dello sfondo paesaggistico e cittadino, che aiutano il lettore a immergersi nello scenario che avvolge i protagonisti di una storia tanto bella quanto per certi versi triste, nonostante l'evoluzione positiva.

L'utilizzo della prima persona nella narrazione però non mi è piaciuto molto, secondo me ha rovinato un po' un'atmosfera che poteva essere perfetta, o almeno sarebbe stato da utilizzare meglio.

A prescindere da questo, che il racconto sia scritto da chi sa di cosa sta parlando, da chi ha studiato la problematica di cui racconta, è palese e dà alla storia un valore aggiunto non indifferente.



domenica 16 marzo 2014

Con l'Ultimo Respiro - Lorenzo Sartori




Casa Editrice: Gainsworth Publishing
Tipologia: Racconto
ISBN: 978-88-904119-7-7
Genere: Fantasy

Trama:
Awira è uno dei finalisti del Gran Torneo per la mano della principessa Sari, erede al trono. Un incontro inaspettato nella foresta di Liwitz con uno spirito o forse una strega capovolgerà le sorti del torneo, mettendo Awira davanti a una scelta. Avrà a disposizione un unico desiderio da esprimere entro poche ore... e le certezze che fino ad ora l'avranno accompagnato non saranno più tali. 

Io adoro i racconti fantasy, adoro le ambientazioni e adoro le foreste misteriose. Mi è piaciuta l'atmosfera che si respira per tutta la narrazione e anche i personaggi per nulla stereotipati. 
Mancano completamente le creature fantastiche, la storia è molto molto umana, qui è la magia a far da padrona eppure al centro di tutto ci sono delle scelte, contro le quali nemmeno la magia stessa sembra poter fare niente. 
Ho notato in maniera particolare che il racconto è esattamente della giusta dimensione, né troppo breve, né troppo lungo, ed è una qualità rara, lo sappiamo tutti.

Unica pecca: mi sono persa in un passaggio fondamentale alla fine della storia, non so se per mancanza mia o per confusione della narrazione. Sono dovuta tornare a leggere più volte e un pò mi ha rallentato. Peccato, perché tutto il racconto scorre benissimo e anche i flashback che fanno luce sulla storia di Awira sono chiarissimi.

Verrà il tempo per noi - Gianni Gardon

Recensione del 20 Giugno 2013


Casa Editrice: Nulla Die
ISBN:978-88-97364-08-5
Tipologia: Romanzo
Genere: Narrativa


Premetto che è stata una piccola sfida per me, perché generalmente non mi approccio a libri di questo genere, e sono sincera quando dico che è stata anche una bella sorpresa.
La storia si incentra sulle vicende legate ad alcuni amici che usciti dalle scuole superiori si proiettano verso il futuro ognuno con un suo progetto personale e con il desiderio di realizzarlo il prima possibile. Viene aperto un pub con l'obiettivo di renderlo uno spaccato di vita irlandese, c'è chi si butta sulla musica e chi sullo sport; le loro storie si mescolano a quelle delle persone che li circondano dipingendo un quadro di vite connesse tra loro e allo stesso tempo molto diverse. Tutti saranno costretti a crescere e a lasciarsi alle spalle qualcosa, che sia un trauma subito o un sogno irrealizzato. L'ingresso nel mondo degli adulti è accompagnato da vicende familiari problematiche, relazioni destinate a durare o a spegnersi del tutto e da piccole e grandi delusioni che al termine dell'adolescenza sono necessarie per affrontare il futuro. Un giorno guardandosi indietro questi giovani, che si tratti di uomini o di donne, potranno dire che il loro tempo è finalmente arrivato.

Un romanzo talmente realistico da essere a tratti tragico (lacrimuccia e brivididabidi). E' un pò la storia di tutti noi da quando inziamo a muoverci in mezzo ai "grandi" e vorremmo "spaccare il mondo" con i nostri sogni e le nostre ambizioni, ci sentiamo forti e pensiamo di poter raggiungere ogni obiettivo. Ci sono persone con i piedi più per terra, come il personaggio di Davide, che rimane in secondo piano tutto il tempo ma alla fine ti segna con la sua storia molto più di alcuni altri, e persone che invece vogliono volare in alto e che trovano lo slancio materiale per poterlo fare. Poi però tutti facciamo i conti con la realtà e allora qualcuno deve invertire la rotta e reinventarsi, altri invece per capacità o per altri motivi possono proseguire su quella strada che si sono segnati fin dall'inizio. Ecco a me il messaggio che è arrivato è questo e lo trovo meravigliosamente profondo e sensato.
Io sono seriamente innamorata del padre di Ricky, lo psicologo di Valeria, una figura salvifica che vorrebbe fare di più per la giovane ma non può.
Il realismo della storia viene accompagnato dalla semplicità della narrazione, senza troppi fronzoli, chiara e lineare. Il rimando continuo a brani musicali devo essere sincera mi ha un attimo spiazzata, perché molti non li conosco, è un limite mio che sono ignorante in materia, al contrario evidentemente di Gianni che invece sembra ferratissimo.

Ho impiegato in tutto sei ore a leggere questo romanzo, mi ha colpito proprio per questo, una volta iniziato avevo voglia di vedere cosa accadeva ai ragazzi e alle loro famiglie e non sono riuscita a metterlo da parte finché non ho risolto tutti i nodi.
Complimenti, è una storia coinvolgente, reale e in certi casi molto dolce.

L'ultimo eroe - Diego Tonini





Casa Editrice: Gainsworth Publishing
Tipologia: Racconto
ISBN: 978-88-904119-8-4
Genere: Fantasy, Ironico

Trama:
Dopo una battaglia che ha sterminato la sua stirpe, il duca Lorin di Fakerstone, nano cornuto, ha perso motivi per vivere. Sarà una lettera inaspettata e la prospettiva di entrare nella storia fregiandosi del titolo di Eroe Ultimo Sopravvissuto a spingere Lorin a recarsi a piedi fino alla città imperiale per prendere in carico una grande impresa.

Devo ammettere che raramente leggo racconti ma questa volta ho deciso di fare uno strappo alla regola. E non sono rimasta delusa per niente. 
Il racconto scorre veloce eppure l'autore è stato in grado di districarsi nella giusta quantità di descrizioni. 
Le immagini sono chiare, a tratti già viste ma si percepisce appena, e anche se secondo me pecca un pochino nella psicologia del protagonista mi rendo conto che in 24 pagine Diego è stato fin troppo in gamba. Una vera sorpresa!
L'ironia è il giusto pepe che condisce l'atmosfera fantasy: la narrazione di una guerra che non viene narrata ma che si percepisce per tutta la storia, il carattere burrascoso del nano e i dialoghi ben amalgamati si uniscono al fulcro della storia, all'insegnamento finale che si legge con un sorriso sulle labbra. 

L'incanto di cenere - Laura MacLem

Recensione del 21 Giugno 2013



Casa Editrice: Asengard
Tipologia: Romanzo
ISBN: 978-88-95313-39-9
Genere: Fantasy


Trama:
Una Cenerella che non è quella che tutti conoscono, una fata madrina che di fata ha ben poco, due sorellastre con i piedi troppo grandi e una vendetta dietro l'angolo, sono questi gli ingredienti per trasformare una famosissima fiaba in un horror di quelli che toccano i punti nevralgici giusti.
In una terra che sarebbe da sogno se non vi fossero zucche dall'aspetto inquietante, viticci rinsecchiti e topi dal destino incerto, prende vita la storia di una famiglia toccata da una maledizione e di una fanciulla che altro non desidera se non porre fine all'orrore a cui è costretta ad assistere, per vivere una vita normale con le persone che ama.
Una rivisitazione originale e un punto di vista molto molto particolare che apre nuove prospettive e ha un che di dissacrante nei confronti di un classico.
Per quanto mi riguarda l'ho trovato un romanzo molto ben scritto, sorprendente e macabro al punto giusto. E' chiaro il motivo per il quale la storia si sviluppa ma finché non si arriva alla fine della narrazione non si capisce fino in fondo quali forze muovano le azioni dei personaggi. Chiare le descrizioni, ricorrenti, che aiutano a capire gli scenari a livello di ambientazione.
Ci sono molti rimandi alla favola originale (nel senso, quella che tutti conosciamo) e alcune chicche che chi non ha visto il film Disney forse non può capire così bene e questo lo trovo per certi versi un punto di forza (a me ci sono stati passaggi che hanno fatto anche sorridere ricordando alcune macchiette) e non toglie nulla per altri perché sono comunque belle immagini che non devono trovare per forza un collegamento nella mente del lettore.
Solo un piccolissimo appunto, sbaglierò ma ho trovato il romanzo per certi versi un pò splatter, è possibile? Alcune immagini in particolare mi hanno disturbato ma perché ho una fortissima fantasia e mi hanno fatto male. In tutto ciò però devo rendere atto all'autrice che dopo una successione di eventi che ti lasciano col fiato sospeso, il finale dà una bella sensazione di pace e tranquillità, e ora voglio un usignolo tutto per me oh!

martedì 4 marzo 2014

Il Romanzo Psicologico


Io preferisco chiamarlo "intimistico" perché di questo si tratta, di analizzare e rendere visibile l'intimità del protagonista. Difficilmente un romanzo di questo genere sarà quindi corale in quanto l'attenzione del lettore deve essere focalizzata sulla psicologia di un personaggio particolare (anzi a volte i personaggi di contorno non sono quasi per nulla delineati).
Quanto l'ambiente circostante e la realtà possono essere distorti a seconda del punto di osservazione? Ecco uno dei punti chiave del romazo intimistico. La realtà viene percepita da persona a persona in maniera differente.

Fu Pirandello a elaborare la figura dell'Inetto in "Il Fu Mattia Pascal", romanzo nel quale addirittura il protagonista assume tre identità differenti a seconda della storia (Mattia Pascal, Adriano Meis, Il Fu Mattia Pascal) e non due come solitamente si pensa (quando Adriano Meis torna a casa non riesce a riappropriarsi dell'identità di Mattia Pascal ma non è più nemmeno Adriano Meis).

Alla base c'è l'osservazione di un disagio, non necessariamente palese, che viene sì visto dal lettore, quindi da una persona esterna, ma che in questo percorso viene svelato da chi lo vive in prima persona.
Quindi al primo posto la psicologia, che viene approfondita tramite le riflessioni del protagonista, tramite la descrizione delle emozioni e la percezione che lui ha di tutto ciò che lo circonda.
Certi scrittori preferiscono la narrazione in prima persona per ovvi motivi. Personalmente per quanto mi riguarda ho preferito la terza persona, non per mettere le distanze tra Angela, la protagonista del mio romanzo, e il lettore ma perché trovo che dato che vengono raccontati episodi di crisi d'ansia e di panico non sarebbe stato il caso di appesantire la narrazione (non è un horror, l'empatia con il lettore è giusta ma c'è modo secondo me di crearla anche con la terza persona).


La storia di un romanzo psicologico procede a rilento, si dà poco spazio agli eventi, non è importante tanto cosa accade quanto chi lo vive.

Una tecnica usata da qualcuno è il flusso di pensiero, cioè una sorta di monologo interiore del protagonista che segue semplicemente i propri pensieri senza un filo logico. Avete mai provato a scrivere quello che pensate senza ordinarlo forzatamente? Se decideste di farlo trovereste una serie di frasi brevi, interrotte dalla punteggiatura, che non hanno un filo conduttore palese. Sembrano il delirio di un folle ma è una cosa normalissima, i pensieri creano associazioni tra loro che non possono essere compresi se non dalla mente che li crea (e a volte nemmeno da quella). L'ideatore del Flusso di Pensiero fu Joyce, che scrisse addirittura un intero libro, Ulisse, in questo modo (ad essere sinceri ne ho letto una minima parte poi mi sono arresa).

Mi ha sempre incuriosito invece il caso di Umberto Saba, che si dice abbia scritto l'equivalente di un romanzo psicologico in poesia, ma sono reminiscenze del liceo, devo approfondire l'argomento.

Personalmente ho sempre trovato questo genere letterario interessante e curioso, dalle molte sfaccettature e che non ha schemi del tutto inquadrati e precisi. Scrivere un romanzo intimistico è difficile e l'ho scoperto a mie spese, non c'è niente di scontato nelle reazioni umane né nel modo in cui "gli altri" le percepiscono.